LA LUNGA STORIA

Narra la leggenda che la Scuola Medica Salernitana venne fondata in una notte di tempesta da quattro uomini, tutti medici, che, incontratisi per caso nel cercare rifugio dalla pioggia, unirono le loro conoscenze mediche per curare la gamba ferita di uno di essi. I quattro medici erano il latino Salernus, il greco Ponto, l'arabo Abela e l'ebreo Elino. Culture diverse ma votate ad un obiettivo comune

In ogni leggenda, però, vi è un fondo di verità e, nonostante l'incontro fortuito tra i quattro medici sia solo un racconto, la realtà pone le fondamenta della Scuola Medica Salernitana nell'unione armonica delle diverse culture di provenienza dei protagonisti della storia. Infatti, la posizione centrale nel Mediterraneo rendeva la città di Salerno un crocevia di incontro tra la cultura occidentale e quella orientale.

Le documentazioni storiche suddividono la storia della Scuola Medica in tre periodi: l'origine intorno al IX-X sec, il periodo aureo intorno al XI-XIII sec. e il momento di decadenza intorno al XIV-XIX sec.

Nella primordiale struttura della Scuola, i medici erano prevalentemente monaci che si prendevano cura dei malati e coltivavano nei loro orti le piante medicinali, tanto da poter definire tale periodo come cenobitico ospedaliero.

Lo sviluppo reale della Scuola Medica si deve, però, ad una serie di personaggi diventati illustri, primo fra tutti Costantino Africano (1015?-1087). Nato a Cartagine, egli non era medico, ma durante suoi lunghi viaggi nei paesi orientali aveva avuto la fortuna di acquisire un bagaglio culturale, medico ma non solo, sconosciuto in Occidente. Divenuto consigliere di Roberto il Guiscardo, da poco nominato Principe di Salerno, decise poi di ritirarsi a vita monacale e di dedicarsi alla traduzione in latino di scritti arabi, riscoprendo numerose nozioni della medicina greca antica, che mise al servizio della Scuola Medica.

Altro personaggio di spicco della Scuola fu Trotula de Ruggiero, salernitana d'origine, alla quale si deve la scrittura del De mulierum passionibus, opera incentrata sull'organismo femminile e sulle conoscenze ostetriche. Prima medica d'Europa, faceva parte delle mulieres salernitanae, donne che studiavano presso la Scuola Medica le arti mediche, tra cui ricordiamo anche Costanza Calenda, Abella Salernitana e Rebecca Guarna.

Tra l'XI e il XII secolo, l'arte medica iniziò a migrare dalle mani dei monaci alle mani dei laici e i massimi esponenti di questo periodo furono le famiglie Cofone e Plateari. La Scuola incominciò ad approfondire gli studi sull'anatomia, sulla chirurgia e sull'oculistica, sviluppando ottime competenze nell'uroscopia e nella flebotomia. È in questo periodo che incominciò a spiccare la figura di Ruggero Frugardo, considerato il creatore delle moderne scuole di chirurgia, il quale raccolse in un'opera scritta tutte le nozioni fino ad allora tramandate oralmente sulla chirurgia esterna. Simbolo di questa fase d'oro fu il Regimen Sanitatis, raccolta di nozioni mediche e sanitarie volta all'insegnamento di una vita sana, i cui concetti ancora oggi possono ritenersi attuali.

Data la notorietà raggiunta dalla Scuola e i decreti emanati da Federico II, venne delineato uno specifico ordinamento istituzionale, con la definizione del percorso di studi che i discenti dovevano seguire e il conferimento finale delle lauree in medicina, chirurgia e filosofia..